
A differenza dei veri aneurismi, che coinvolgono tutti e tre gli strati della parete arteriosa, gli pseudoaneurismi o falsi aneurismi arteriosi sono causati da una soluzione di continuità della parete arteriosa, con conseguente fuoriuscita di sangue che dà luogo a un ematoma all’esterno del vaso, il quale gradualmente si organizza con formazione di una capsula e si allarga progressivamente per effetto della pressione arteriosa.
Gli pseudoaneurismi possono svilupparsi a causa di un trauma arterioso, di un’infezione, di una vasculite, ma soprattutto come complicanza di interventi di chirurgia vascolare che portano alla deiscenza anastomotica, oppure dopo procedure diagnostiche e terapeutiche interventistiche che implicano la puntura dell’arteria.
La maggior parte degli pseudoaneurismi si manifesta con sintomi localizzati come dolore, rapida espansione e/o ostruzione venosa associata a una massa palpabile. La diagnosi è facilitata dall’utilizzo degli ultrasuoni o del Duplex, del Color Flow Doppler, della TC e dell’angiografia.
Possono verificarsi in qualsiasi arteria, ma si riscontrano comunemente nel distretto arterioso aorto-iliaco, nell’arteria femorale, nell’arteria radiale, nella carotide e con localizzazioni multiple in circa il 60% dei casi.
Gli pseudoaneurismi aortici e iliaci sono difficili da diagnosticare, data la loro localizzazione, poiché diventano sintomatici solo quando si verificano complicanze, molto spesso catastrofiche. La complicanza più devastante è la rottura con emorragia acuta retroperitoneale o addominopelvica, che mette a rischio la vita del paziente. Altre complicanze includono la trombosi acuta dello pseudoaneurisma e l’embolizzazione dei vasi distali.
Gli pseudoaneurismi aortici si verificano dopo interventi chirurgici per aneurisma aortico, dopo bypass aorto-femorale per arteriopatia ostruttiva aorto-iliaca e, meno frequentemente, dopo un trauma addominale.
Gli pseudoaneurismi iliaci si associano spesso a interventi chirurgici ricostruttivi come il bypass aorto-iliaco e, più raramente, possono essere conseguenza di un trauma pelvico.
Gli pseudoaneurismi femorali sono i più frequenti. La causa più comune è la deiscenza anastomotica tra una protesi sintetica e l’arteria femorale in seguito a un bypass aorto-femorale o femoro-popliteo. Le complicanze comprendono trombosi, rottura ed embolizzazione distale. Un’altra causa frequente è rappresentata dalle procedure diagnostiche e terapeutiche interventistiche che implicano il cateterismo dell’arteria femorale.

L’incidenza può essere aumentata dall’ipertensione arteriosa, dall’anticoagulazione, dalle punture multiple, dall’utilizzo di cateteri di grosso calibro e dall’incannulamento di arterie calcifiche con scarsa compliance.
Gli pseudoaneurismi carotidei raramente sono conseguenza di una endoarteriectomia eccessiva. I sintomi si presentano dopo circa sei mesi dall’intervento e possono comprendere la presenza di una massa cervicale pulsante e dolente, attacchi ischemici transitori secondari a embolizzazione distale e raucedine dovuta alla compressione del nervo laringeo ricorrente.