D.S.B. SULMONA CHIRURGIA VASCOLARE

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L'Aquila

Sulmona

OSPEDALE L'AQUILA "S.SALVATORE" 

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Distretto Sanitario di Base 

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Malattia venosa

2025-10-29 21:51

Dott. Pietro Scarpelli

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Cos'è sono e come si tratta la malattia venosa    La malattia venosa nel suo insieme è responsabile di problemi nel 60-70% della popolazione. Non esis

La malattia venosa nel suo insieme è responsabile di problemi nel 60-70% della popolazione. Non esiste una malattia che ha lo stesso numero di coinvolgimento di soggetti come la malattia venosa in generale. In particolare, le vene varicose sono vene dilatate e tortuose con flusso invertito, vene che hanno perso la loro funzione di riportare il sangue non ossigenato, cosiddetto "sporco", al cuore, lavorando, soprattutto le vene della gamba, contro gravità, aiutate da una parte dalla muscolatura della gamba che favorisce lo svuotamento della vena, dal cuore che richiama il sangue dalla vena, ma soprattutto da alcuni apparati valvolari che stanno all'interno della vena, che si chiudono perfettamente e non permettono al sangue di refluire; nel momento in cui, per diversi motivi, queste valvole si distanziano, non contengono più, quindi il sangue torna indietro, tenderà a scendere verso la gamba (reflusso) ed a ristagnare e questo dilaterà la vena. In altre parole, le vene quando hanno un diametro maggiore di 3 mm diventano varicose. 

Parlando di cause, è esperienza comune che quando una persona, uomo o donna che sia, soffre di vene varicose, qualcuno in famiglia ne soffre. Quindi, la familiarità è un aspetto molto importante, tuttavia, non basta da sola a determinare la comparsa delle vene varicose, ma se la persona è obesa o in sovrappeso, conduce una vita sedentaria, ossia sta molto tempo ferma seduta o in piedi e poi, per quanto riguarda la donna, ha avuto diverse gravidanze o è in menopausa con conseguente tendenza all'aumento di peso per la ritenzione idrica che ne consegue, tutte queste condizioni predispongono ulteriormente, a chi è già predisposto ad avere problemi di vene varicose, all'insorgenza delle stesse. Analizzando la sintomatologia, il dolore alle gambe è uno dei principali sintomi delle vene varicose. Il dolore alle gambe, in realtà, significa tutto e nulla, infatti molto spesso le persone lamentano il dolore alle gambe e giungono al medico dicendo di avere un problema vascolare, ma nelle gambe c'è di tutto, ossia articolazioni, tendini, muscoli, arterie, nervi. Il dolore delle gambe derivante da un problema venoso è un dolore sordo che normalmente cessa camminando, poiché in tal modo viene attivata la circolazione venosa e le gambe si sgonfiano. Oltre al dolore, sintomi molto frequenti sono il gonfiore monolaterale, o la differenza di gonfiore fra una gamba e l'altra, la sensazione di pesantezza, il prurito, i crampi notturni, la sensazione di calore e la sensazione di bruciore lungo il decorso della vena varicosa

La diagnosi di vene varicose viene posta con l'anamnesi e l'esame obiettivo e con l'esame ecocolordoppler che deve essere necessariamente effettuato con il paziente in ortostatismo, con Il medico che solitamente esegue o fa eseguire al paziente delle manovre per vedere la funzionalità del sistema venoso superficiale. 

Le vene varicose hanno fondamentalmente 2 complicanze principali a volte molto fastidiose e invalidanti: la varicoflebite, ossia la comparsa di un trombo all'interno delle vene dilatate che
avviene molto più facilmente nelle persone che presentano vene varicose rispetto a quelle che hanno vene normali; le ulcere venose causate dal ristagno di sangue continuo sulle gambe per cui si forma una colorazione scura della cute nella zona interna della caviglia, zona malleolare interna, con conseguente cute sofferente, la quale può aprirsi e dar vita alle ulcere che guariscono con
difficoltà e lentamente o addirittura non guariscono mai con notevole disagio per il paziente. 

La terapia conservativa consiste nell'uso della calza elastica e nell'assunzione di farmaci
flebotonici che agiscono sul meccanismo che sta alla base delle vene varicose, migliorando la circolazione venosa e determinando spesso una regressione della sintomatologia. L'elastocompressione è fondamentale perché determina una compressione graduata dal basso verso l'alto che aiuta il ritorno del sangue ed impedisce il ristagno in basso. Esistono calze
elastiche preventive in denari a misura standard, e calze curative in classe di compressione, ossia calze che quando vengono acquistate occorre prendere la circonferenza della caviglia, della gamba e della coscia, il punto vita e la lunghezza della gamba, in pratica personalizzate per il singolo
paziente, le quali vanno a comprimere nei punti giusti, poichè se una calza comprime nei punti sbagliati a volte è meglio non metterla, infatti molti pazienti non sopportano le calze elastiche proprio perché sono di una misura non corretta.

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Il trattamento chirurgico delle vene varicose si avvale delle tecniche tradizionali che consistono nello stripping, cioè lo "sfilamento" della vena safena, nelle varicectomie, ossia “piccole incisioni” da cui vengono tolte le vene o nella CHIVA che in realtà è la cura emodinamica dell'insufficienza venosa in ambulatorio, ma pur sempre una metodica chirurgica; ultimamente quest'ultime
sembrano essere andate un po' in disuso perché esiste il fascino delle nuove metodiche endovascolari ablative mininvasive che prevedono la chiusura della vena dall'interno con la laserterapia, la radiofrequenza, oppure con un miscuglio di aria e soluzione sclerosante, cioè la schiuma (scleroterapia con mousse), oppure con la colla. In realtà, tutte queste metodiche hanno una indicazione precisa, perché non tutto si può fare con tutto, e non è detto che le metodiche più recenti siano le migliori. In pratica il trattamento chirurgico delle vene varicose è sartorializzato, ossia indicato e scelto su misura per ogni singolo paziente.

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